Sviluppi nel settore del ReUse: preparazione per il riutilizzo

Prolungare la durata di utilizzo di apparecchi e componenti elettronici è una possibilità che consente di ridurre ulteriormente la loro impronta ambientale, perché limita la necessità di produrre nuovi apparecchi. Gli apparecchi possono essere recuperati dal mondo dei rifiuti e riconsegnati alle consumatrici e ai consumatori oppure possono essere utilizzati più a lungo nel mondo dei prodotti. La società richiede sempre più spesso durate di utilizzo prolungate, a prescindere da come le si ottengano, e la politica crea le basi necessarie con adeguamenti legislativi. I progressi attuali permettono di percorrere entrambe le strade; restano, tuttavia, altre sfide da affrontare.

25.06.2026

Prolungamento della durata di utilizzo: mondo dei prodotti o dei rifiuti

Dal punto di vista giuridico e pratico è importante distinguere se il prolungamento della durata di utilizzo avviene nel mondo dei prodotti o dei rifiuti. Se un utente fa riparare o manutenere un apparecchio da terzi e ne conserva l’uso personale oppure se cede a terzi un apparecchio funzionante per un utilizzo successivo, l’apparecchio mantiene la qualifica di prodotto e le relative attività si collocano nel mondo dei prodotti (cessione diretta). Un riutilizzo nel mondo dei prodotti è una pratica consolidata e attestata dalla presenza di una domanda significativa nei mercati online. Se la riparazione o la cessione di apparecchi avviene in un contesto commerciale, è necessario rispettare le prescrizioni della legislazione sui prodotti, ad esempio in materia di responsabilità e sicurezza del prodotto (Tabella 1).

Figura 1. Definizioni e distinzione tra mondo dei prodotti e dei rifiuti. Fonte: SENS eRecycling/autori.

Non appena una consumatrice o un consumatore si libera del proprio apparecchio, l’apparecchiatura elettrica ed elettronica (AEE, prodotto) diventa un rifiuto di apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse (RAEE)1 (Figura 1). Questa situazione corrisponde alla definizione giuridica del concetto di rifiuto di cui all’art. 7, n. 6 LPAmb. L’interpretazione della dismissione riveste quindi un ruolo cruciale nel diritto ambientale. Un’azione di dismissione è una qualsiasi attività in cui la volontà di separarsi da un apparecchio prevale su altre intenzioni.

La distinzione tra prodotto e rifiuto spetta di fatto all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sulla base di diversi criteri. L’UFAM raccomanda alle autorità esecutive – vale a dire ai Cantoni2 – di partire dal presupposto che si tratti di un’azione di dismissione e, pertanto, di considerare gli apparecchi come rifiuti nei seguenti casi:

  • Apparecchi non funzionanti: in tutti i casi, tranne quando l’apparecchio, una volta riparato, torni al proprietario originale.
  • Apparecchi il cui funzionamento non è noto: in tutti i casi.
  • Apparecchi funzionanti: tutti gli apparecchi non rivenduti direttamente in compravendite dirette.

Di conseguenza, gli apparecchi restituiti a un centro di raccolta rifiuti, a un’impresa di smaltimento o a un’organizzazione tenuta all’obbligo di ripresa (a norma ORSAE3) vanno sempre classificati come rifiuti.

Sono considerati rifiuti anche gli apparecchi consegnati a un’impresa specializzata nel controllo, nel trattamento e nella cessione a terzi di apparecchi (seconda mano commerciale, attività di vendita o ricondizionamento). Gli apparecchi non vengono restituiti alle conferenti e ai conferenti oppure non è chiaro se l’apparecchio è funzionante. Lo smistamento di apparecchi, di cui non si conoscono le condizioni, tra merci usate e rifiuti è già considerato trattamento dei rifiuti. Non si procede a una vendita diretta, gli apparecchi vengono raccolti e stoccati per essere controllati ed eventualmente riparati. Un eventuale compenso alle conferenti e ai conferenti per il proprio RAEE è irrilevante in tale contesto.

Dal momento in cui un apparecchio diventa rifiuto, il suo riutilizzo non è disciplinato solo dalle prescrizioni pertinenti della legislazione sui prodotti, ma anche dalla legislazione sui rifiuti, che introduce ulteriori requisiti (Tabella 1). I RAEE devono essere sottoposti a una preparazione per il riutilizzo prima di poter essere reintrodotti nel ciclo economico.

Nel mondo dei prodotti, invece, si procede a una cessione diretta di apparecchi funzionanti allo stato attuale, ad esempio nei negozi di seconda mano. In questo caso non si applica la legislazione sui rifiuti (inclusa l’ORSAE).

Chart Fallback Image

Preparazione per il riutilizzo

Fino alla revisione della Legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) a inizio 2025, non era giuridicamente previsto che i rifiuti potessero diventare direttamente prodotti4. Con questa revisione, la Svizzera ha introdotto per la prima volta il concetto di preparazione per il riutilizzo nella propria legislazione sui rifiuti (art. 7, n. 6bis LPAmb).

La preparazione per il riutilizzo comprende tutte le fasi necessarie per trasformare un’apparecchiatura elettrica ed elettronica in un prodotto funzionante che possa essere utilizzato in sicurezza da un’utente o da un utente. Include l’intero processo di riciclaggio e tutte le fasi di trattamento necessarie come controllo, pulizia, riparazione o lavorazione5.

La preparazione per il riutilizzo costituisce la base giuridica per il trattamento di apparecchi dismessi e per la loro reintroduzione nel ciclo economico sotto forma di prodotti usati. Si allinea così all’Unione europea (UE), che conosce da tempo questo concetto giuridico e ha emanato una norma specifica in materia: la SN EN 506146. I RAEE che hanno superato con successo la preparazione per il riutilizzo sono generalmente considerati merci usate7. Non devono essere quindi sottoposti a una nuova valutazione della conformità, poiché si presume che gli apparecchi siano stati prodotti secondo uno standard di prodotto valido al momento della loro commercializzazione. Non sono pertanto applicabili i requisiti giuridici del mondo dei prodotti, che fanno riferimento alla commercializzazione.

Per soddisfare tale presupposto, ogni RAEE sottoposto alla preparazione per il riutilizzo deve rispettare i seguenti requisiti:

  • La dichiarazione di conformità CE è visibile e l’etichetta del prodotto è intatta6.
  • Il modello è stato distribuito in Svizzera e testato secondo le norme svizzere8. Solitamente, si può presumere che sia così quando un apparecchio è dotato di spina svizzera. Per gli apparecchi dotati di spina Schuko (spina tipo F) non è garantito che sia così ed è necessaria una verifica accurata, anche quando l’apparecchio è dotato di un adattatore fisso per spina Schuko.
  • L’apparecchio non ha subito modifiche – né in fase di preparazione per il riutilizzo né per effetto di interventi o utilizzi precedenti (ad esempio tentativi di riparazione da parte dell’utente originaria o dell’utente originario) – tali da non essere più conforme alle prescrizioni di sicurezza della norma vigente.

Qualora non fosse possibile soddisfare tali requisiti o annullare le modifiche apportate, dalla preparazione per il riutilizzo risulterebbe un’apparecchiatura elettrica ed elettronica (AEE) che, per quanto riguarda l’accesso al mercato, sarebbe paragonabile a un’AEE nuova. In tal caso, il distributore dovrebbe attestare e documentare il rispetto di tutte le norme attualmente vigenti relative agli apparecchi (dichiarazione di conformità). Tutto ciò non è fattibile, come dimostrano chiaramente i requisiti per gli apparecchi per il riscaldamento dell’acqua: i requisiti attuali per la commercializzazione comprendono più di 400 pagine9, 10.

Oltre al requisito sopra riportato, un’AEE che deve essere conforme alla preparazione per il riutilizzo deve soddisfare ulteriori criteri di idoneità, tra cui:

  • Le utenti e gli utenti originari ovvero le conferenti e i conferenti sono informate/i sulla preparazione per il riutilizzo (ad esempio avviso al centro di raccolta) oppure hanno dato il loro consenso (ad esempio dichiarazione scritta) a riguardo. Il grado di consenso dipende dal tipo di apparecchio ovvero dalla potenziale presenza di dati personali da proteggere5. Ciò rappresenta un inasprimento rispetto alla EN 50614, che stabilisce solo requisiti per l’archiviazione, l’accesso e la cancellazione dei dati6.
  • Gli apparecchi contenenti sostanze nocive e sostanze chimiche «vietate» devono essere esclusi dal riutilizzo, purché sia presente personale adeguatamente formato5.

Requisiti tecnici per la preparazione per il riutilizzo

La norma europea relativa al riutilizzo SN EN 506146 è valida anche in Svizzera. Disciplina la gestione specifica di rifiuti contenenti AEE e il rispettivo obiettivo di trattamento e copre la raccolta, la logistica e il trattamento dal punto di vista dei rifiuti. Per il controllo dell’AEE fa riferimento alle norme vigenti nel mondo dei prodotti. A differenza della serie di norme SN EN 50625 per il riciclaggio11, attualmente la SN EN 50614 non costituisce la base contrattuale per i partner dei due sistemi di riciclaggio: Swico Recycling e SENS eRecycling. Inoltre, è ancora poco conosciuta.

Per quanto attiene al controllo e ripristino o riparazione (norme sui prodotti), in Europa e in Svizzera vigono le stesse norme SN EN 50678 e SN EN 50699 per il controllo dell’AEE dopo il ripristino. Si tratta però di norme molto complesse e difficilmente attuabili. Per tale motivo, la Svizzera ha emanato la SNG 482638 «Controllo periodico e controllo in seguito al ripristino di apparecchi elettrici» con spiegazioni nazionali specifiche12. Le verifiche qui descritte sono semplici, rapide, ampiamente collaudate e sicure per gli ispettori; sono inoltre illustrate con diagrammi di processo pratici e liste di controllo (Figura 2).

Figura 2: panoramica dei procedimenti di verifica per le apparecchiature elettriche ed elettroniche delle classi di protezione I, II e III a norma SNG 482638 [12]

La SNG 482638 è applicabile in particolare alle AEE con tensione nominale superiore a 25 V AC e 60 V DC fino a 1’000 V AC o 1’500 V DC e con correnti fino a 63 A. Dal campo di applicazione sono escluse singole categorie di apparecchi (ad esempio gruppi di continuità e dispositivi medici), perché soggette a requisiti specifici oppure perché le verifiche descritte non sono eseguibili o non sono esaustive. Tuttavia, parti della norma, in particolare le procedure descritte e i vantaggi delle relative liste di controllo, possono essere utili per soddisfare i requisiti di documentazione necessari previsti dalla SN EN 50614.

Se i RAEE vengono raccolti per una preparazione per il riutilizzo, tenendo conto dei requisiti e dei principi economici di base, è necessario rimuovere i seguenti RAEE fino al completamento della preparazione per il riutilizzo e destinarli al riciclaggio (Figura 3):

  • RAEE che non soddisfano i criteri di idoneità (dichiarazione di conformità CE visibile e disponibile, immissione sul mercato svizzero, nessuna modifica rilevante per la sicurezza, sostanze nocive «vietate»).
  • RAEE il cui ricavo non giustifica lo sforzo della riparazione.
  • RAEE che non superano i test funzionali e di sicurezza.
Figura 3. Distinzione tra RAEE per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio durante il trattamento dei rifiuti. Fonte: SENS eRecycling/autori.

Partendo dal presupposto che la preparazione per il riutilizzo venga effettuata in base a criteri economici, il RAEE (rifiuto), nel momento in cui supera le verifiche funzionali e di sicurezza, diventa una merce usata (prodotto). Ha raggiunto la cosiddetta fine del rifiuto (Figura 1), perché è funzionante, può e deve essere utilizzato secondo la sua destinazione d’uso ed esiste un mercato di sbocco o una domanda5.

Preparazione per il riutilizzo nei sistemi di riciclaggio

Grazie al lavoro preparatorio svolto dall’UE, in Svizzera oggi è possibile effettuare la preparazione per il riutilizzo tecnicamente conforme alla normativa. Contestualmente, con l’introduzione del concetto di preparazione per il riutilizzo, si crea una base giuridica per tali attività. Le condizioni quadro e i requisiti relativi alla preparazione per il riutilizzo sono definiti nell’aiuto all’esecuzione sullo stato della tecnica. In questo modo, i sistemi di riciclaggio Swico Recycling e SENS eRecycling possono espletare con maggiore efficacia il proprio compito, volto a consentire la preparazione per il riutilizzo e acquisire le prime esperienze:

Swico Recycling, ad esempio, sta testando, insieme a fornitori di re-commerce affermati, la preparazione per il riutilizzo di apparecchi contenenti dati in un progetto pilota nell’ambito del sistema di ritiro Swico (vedere qui). Nel 2022, nel Canton Ginevra, SENS eRecycling ha condotto prove simili con l’Electro Bag. Se, in futuro, il sistema SENS dovesse occuparsi della preparazione per il riutilizzo di AEE o componenti, potrà adattare le tecnologie basate sull’IA esistenti al fine di individuare le AEE con un potenziale per la preparazione per il riutilizzo (Figura 4).

Figura 4. Con tecnologie basate sull’intelligenza artificiale è possibile individuare gli apparecchi adatti al riutilizzo durante il processo di smaltimento. Fonte: SENS eRecycling.

Oltre alle classiche apparecchiature elettriche ed elettroniche, SENS eRecycling gestisce un sistema di ritiro per apparecchi elettrici nel settore edile, ad esempio i moduli fotovoltaici. In un progetto finanziato dall’UFE, SENS eRecycling ha esaminato le possibilità e i limiti del riutilizzo (vedere qui) e ha sviluppato approcci a soluzioni per implementare un riutilizzo semplice ed economico, nel rispetto delle prescrizioni vigenti.

Prolungamento della durata di utilizzo nel mondo dei prodotti o dei rifiuti?

Poiché nel mondo dei rifiuti le prescrizioni sono più severe, il riutilizzo nel mondo dei prodotti risulta più economico e più facile da attuare rispetto alla preparazione per il riutilizzo ed è quindi generalmente preferibile. L’identificazione delle AEE potenzialmente idonee al riutilizzo è complessa, poiché spesso solo controlli dettagliati consentono di rilevare anomalie circostanziali come contatti difettosi, funzioni limitate o codici di errore. In questo caso la valutazione delle utenti o degli utenti originari dell’AEE si rivela utile solo in parte: spesso questi soggetti sopravvalutano la riparabilità e la domanda di un apparecchio usato. Nel progetto pilota con l’Electro Bag di SENS eRecycling sono stati raccolti apparecchi da destinare al riutilizzo. Il 65 % delle utenti e degli utenti si augurava che le loro apparecchiature elettriche ed elettroniche venissero riutilizzate. Di fatto, è stato possibile rivendere solo il 25 % del materiale raccolto.

Sono quindi da prediligere le misure che mirano a prolungare la durata di utilizzo nel mondo dei prodotti – quindi prima della dismissione – rispetto alle misure atte alla preparazione per il riutilizzo. SENS eRecycling, Swico Recycling e anche diverse città come Zurigo o Vevey s’impegnano con diverse campagne per offrire possibilità alle utenti e agli utenti di prolungare la durata delle loro AEE nel mondo dei prodotti.

Contestualmente, però, anche la preparazione per il riutilizzo può fornire un contributo. Nel caso di AEE in buono stato, data l’elevata complessità del settore, la preparazione per il riutilizzo dovrebbe concentrarsi in particolare sui modelli di apparecchiature elettriche ed elettroniche di fascia alta, appartenenti a categorie di apparecchi generalmente più costosi, per le quali esiste una domanda nota di AEE usate. Ciò consente una gestione economicamente efficiente della preparazione per il riutilizzo. Nel caso delle AEE tradizionali, ciò riguarda ad esempio alcune macchine da caffè automatiche, grandi elettrodomestici, smartphone e laptop.

In alternativa, anche il recupero dei componenti può fornire un contributo. Questi possono essere utilizzati sia come pezzi di ricambio per le riparazioni sia per la produzione di nuove AEE. I requisiti indicati per la preparazione per il riutilizzo degli apparecchi si applicano anche ai componenti: anche in questo caso sono necessarie una verifica e una chiara identificazione e si devono precisare le questioni riguardanti la responsabilità. Nel caso dei componenti, la selezione deve tenere conto sia del valore e della domanda sia dello sforzo richiesto per lo smontaggio e la verifica, oltre che della possibilità di identificare il componente nel flusso di merci e i volumi previsti (Figura 4). Per identificare tali componenti, spesso è utile il coinvolgimento diretto del produttore, che può fornire un contributo fondamentale grazie alla sua conoscenza del prodotto. La SNG 48263812 non è applicabile alla preparazione per il riutilizzo dei componenti, ma può servire come primo punto di riferimento in assenza di indicazioni specifiche e procedimenti di verifica del produttore.

Prospettive

Negli ultimi anni è stato possibile definire con maggiore precisione le condizioni quadro per il riutilizzo e, in particolare, per la preparazione per il riutilizzo. Sebbene sia necessario acquisire esperienza sul campo, oggi la preparazione per il riutilizzo può essere effettuata in modo tecnicamente conforme alle normative.

Poiché ciò comporta l’emergere di nuove modalità di trattamento e incentivi per lo smaltimento dei rifiuti, è necessario adeguare costantemente le attuali attività di controllo e supervisione per evitare impatti ambientali negativi indesiderati. Ad esempio, va tenuto presente che non tutte le preparazioni per il riutilizzo sono ecologicamente ragionevoli. Come mostra uno studio dell’Empa, nel caso degli apparecchi ad elevato consumo energetico, l’acquisto di una nuova AEE può avere un impatto ambientale inferiore rispetto alla riparazione e al funzionamento prolungato di un’AEE meno recente13. Va inoltre garantito che le esportazioni di rifiuti continuino a essere accuratamente controllate e che gli apparecchi dismessi destinati alla preparazione per il riutilizzo possano essere esportati soltanto se nel Paese di destinazione sono presenti una preparazione per il riutilizzo professionale e sistemi di riciclaggio funzionanti.

Uno sguardo all’UE mostra che le sfide per un’attuazione ecologicamente ed economicamente sostenibile del Re-Use sono notevoli, ma non insormontabili. Il successo di tutte le misure volte a prolungare la durata dipende dall’esistenza di una domanda per i prodotti che ne derivano. Proprio in Svizzera, dove costo del lavoro e tenore di vita sono elevati, questa rimarrà una sfida.

Note e fonti

  1. LPAmb (2025). Legge federale sulla protezione dell’ambiente (SR 814.01). https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1984/1122_1122_1122/it (consultata il 19.02.2026)
  2. Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) (2025). Presentazione Smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici usati (RAEE) – Aiuto all’esecuzione. Documentazione formativa per i Cantoni
  3. ORSAE (2023). Ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (SR 814.620). https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2021/633/it (consultata il 19.02.2026).
  4. Confederazione Svizzera (2024). La maggior parte delle modifiche di legge volte a rafforzare l’economia circolare svizzera entrerà in vigore a partire dal 2025. https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=103116 (consultato il 19.02.2026)
  5. Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) (2024). Smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici usati (RAEE) – Aiuto all’esecuzione sullo stato della tecnica (aiuto all’esecuzione ORRP). https://www.bafu.admin.ch/dam/it/sd-web/PslnXv61Me9P/entsorgung-von-elektrischen-und-elektronischen-altgeraeten.pdf (consultato il 19.02.2026).
  6. SN EN 50614:2020. Requisiti relativi alla preparazione per il riutilizzo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. https://shop.electrosuisse.ch/de/SNEN-50614_2020_E_-52220.html (consultata il 19.02.2026)
  7. EWR 2022/C 247/01 (2022). La guida blu all’attuazione della normativa UE sui prodotti. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52022XC0629(04) (consultata il 19.02.2026)
  8. Ispettorato federale degli impianti a corrente forte ESTI (2021). Prodotti elettrici, sorveglianza sul mercato. https://www.esti.admin.ch/it/temi/faq/prodotti-elettrici-sorveglianza-sul-mercato (consultate il 19.02.2026)
  9. SN EN IEC 60335-1:2023(E). Elettrodomestici e simili – Sicurezza – Parte 1: Requisiti generali. https://shop.electrosuisse.ch/de/SN-EN-60335-1_2012_A16_2023_E_-424095.html (consultata il 19.02.2026)
  10. SN EN IEC 60335-2-15:2024. Elettrodomestici e simili – Sicurezza – Parte 2-15: Requisiti particolari per gli apparecchi di riscaldamento dei liquidi. https://shop.electrosuisse.ch/de/SN-EN-60335-2-15_2016_A1_2021_F_X-381646.html (consultata il 19.02.2026)
  11. SN EN 50625 Serie (2014ff). Requisiti di raccolta, logistica e trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). https://shop.electrosuisse.ch/de/SN-EN-50625-1_2014_E_-7448.html (consultata il 19.02.2026)
  12. SNG 482638:2023(D). Controllo di ripetizione e controllo dopo la riparazione di apparecchi elettrici https://shop.electrosuisse.ch/de/SNG-482638_2023_D_-433419.html (consultata il 19.02.2026)
  13. Empa (2018). Riutilizzo e riciclaggio di apparecchiature elettriche ed elettroniche, analisi ecologica ed economica. https://www.empa.ch/documents/56122/3554929/180212_Detailstudie_Wiederverwendung_E%2BE_FINAL.pdf/a1822047-cecd-4f15-ae83-efc7ed969619 (consultato il 19.02.2026)

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